In fila per uno

marzo 9, 2011 § Lascia un commento

rosalba conserva e laura scarino

Sabato 5 marzo. Appuntamento al Colosseo, ore 9,30. Piove dalla mattina presto, di quella pioggia che pensi non finirà mai. Non si sfoga tutta insieme − una buriana e poi finito lì −, è una pioggia insistente, calcolata, che si trattiene per la maligna possibilità di fradiciarti per un giorno intero. Il nostro appuntamento è al Circo Massimo, ore nove. Abbiamo così tutto il tempo di farci una passeggiata per via di San Gregorio, lato Palatino, confuse in un velo di gocce sottili. Sul lato opposto, all’improvviso, squilla qualcosa di dissonante. Ci fermiamo a guardare meglio: è il giallo dei narcisi! 

Attraversiamo di corsa la strada, risaliamo verso la chiesa e lì,  lungo la recinzione dell’orto di San Gregorio, sotto la pergola ancora spoglia li passiamo in rassegna: una fila ordinata, gioiosa, compatta. Molti fioriti per intero, pochi lì lì per sbocciare: una striscia fosforescente che riga e frantuma il grigio per l’intera giornata.

Scendiamo al Colosseo, ci mescoliamo a molti altri e, quando ci invitano a metterci in fila per uno con ombrelli, rabbia e speranza pensiamo a loro, sì ai nostri narcisi in fila per uno e invincibilmente fioriti e chiudiamo camminando e danzando il cerchio intorno all’anfiteatro, in questo inizio di primavera…

 

Suggeriamo:

di affrettarvi, se vorrete vedere i narcisi di San Gregorio fioriti: la loro bellezza dura soltanto pochi giorni di allenarvi, se vorrete fare una corsa intorno al Colosseo nel tempo di durata (quattro minuti circa) del brano musicale che vi consigliamo: Fanfara per l’uomo comune (1942) di Aaron Copland (1900-1990).

Se vi state chiedendo perché mai vi dovrebbe venire voglia di correre con questa musica, ne riparleremo dopo che l’avrete ascoltata.

 

Aggiunte dell’ultimo minuto

Tornate sui vostri passi, fino alla Piramide Cestia, entrate nel Cimitero degli stranieri. Lì, sulla tomba di Keats e del suo amico Severn le violette sono in tripudio, insieme a svettanti iris blu cupo e tulipani di tutti i colori portati dall’affetto che ancora circonda queste due tombe.

Sono anche fioriti i pruni color bianco panna dal dolcissimo profumo di miele e i pruni ornamentali, nuvole rosate che galleggiano distratte sopra passanti e automobili parcheggiate, un po’ dovunque in giro per Roma.

Nonostante il cielo di smalto, la temperatura tuttavia non è mite. Così i gagliardi centurioni che pattugliavano con virili gambe nude l’area del Colosseo nei giorni addietro, questa mattina erano sì sempre al loro posto, ma indossavano sulle gambe, rese un po’ meno virili, eleganti collant neri…

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